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Metabolismo come sbloccarlo e come renderlo più veloce

Probabilmente anche tu stai provando a dimagrire, ma nonostante tutto l'impegno e tutta la buona volontà dopo una settimana di dieta, nulla! Il peso non scende! Ti viene  voglia di buttare tutto all'aria perchè il gioco non vale la candela, dopo tanti sacrifici non è possibile che il tuo peso non scenda. A questo punto ti convinci che il tuo metabolismo è lento oppure hai un metabolismo bloccato.

 Possibile che tu abbia un metabolismo bloccato?

Vediamo come sbloccare il metabolismo e renderlo più veloce. Se vuoi un ultrametabolismo leggi fino in fondo.

 

1. Cosa si intende per metabolismo e come funziona il metabolismo

Per sbloccare il metabolismo dobbiamo capire cosa si intende per metabolismo e come funziona il metabolismo. Molti di voi probabilmente collegano il metabolismo al peso, ma in effetti il metabolismo è un meccanismo fisiologico complesso che riguardano tutte le cellule del nostro organismo.

Il Metabolismo è un termine che è usato per descrivere tutte le reazioni chimiche dell'organismo.

Ogni cellula del nostro corpo svolge lavori specifici importanti che permettono all'organismo di funzionare bene. Ad esempio alcune cellule del rene permettono di smaltire le scorie in eccesso, oppure alcune cellule dell'intestino permettono l'assorbimento dei nutrienti che assumiamo con l'alimentazione.

 L'insieme di tutte queste funzioni viene definito metabolismo ed è collegato all'energia che il nostro organismo produce o spende per tutti i lavori cellulari quotidiani.

 Abbiamo diversi tipi di metabolismo:

 Metabolismo basale:  è l'energia spesa dal corpo affinchè si possano esplicare tutte le funzioni vitali. Ad esempio una donna che ha un metabolismo basale di 1500 kcal al giorno significa che se questa donna stesse tutto il giorno a letto senza muoversi spenderebbe 1500 kcal nelle 24 ore. Il metabolismo basale si misura con la calorimetria indiretta.

Il valore del metabolismo basale è la somma di tutti i metabolismi degli organi. Alcuni organi hanno un metabolismo molto più veloce come il cuore, il cervello, il fegato, i reni altri organi invece invece hanno un metabolismo più lento come le ossa e il muscolo. Nonostante il suo lento metabolismo, il muscolo è ampiamente rappresentato nel nostro corpo e pertanto esprime una quota molto importante del metabolismo basale. Questo è il motivo per cui più muscolo è presente e più il metabolismo aumenta.

 Il metabolismo basale è influenzato da diversi fattori. L'età ad esempio rallenta il metabolismo dopo i 30 anni di circa il 5-10% ogni 10 anni. Questo processo è un processo fisiologico dovuto all'invecchiamento cellulare dove tutte le funzioni vitali rallentano, si ha la perdita della massa magra e della muscolatura, il fegato rallenta le sue funzioni cosi come anche il cuore e il cervello.

 Anche la genetica, le malattie e la sedentarietà possono influire sulla quantità del metabolismo e sia sulla sua efficienza.

Metabolismo per attività fisica: in pratica è l'energia spesa quando facciamo attività fisica. Se ad esempio andiamo a correre, oppure facciamo uno sport o zappiamo la terra, spendiamo più energia e dunque spendiamo più kilocalorie. Se andiamo a correre per un oretta mediamente spendiamo dalle 300 alle 600 kilocalorie. Più la struttura del nostro organismo è grande e dunque la muscolatura, più il metabolismo per attività fisica è maggiore. L'organismo  nella maggior parte dei casi la prende questa energia dalle nostre scorte di grasso che sono delle grandi riserve di energia. La sedentarietà è la minima espressione di questo tipo di metabolismo.

 Metabolismo facoltativo: sembra un metabolismo di poco conto per come viene definito, ma è il metabolismo più importante quanto si parla di perdita di peso e di aumento di peso. In pratica è il metabolismo che viene attivato in determinati momenti della nostra giornata. Viene anche definito metabolismo termogenico.

 Le termogenesi sono tantissime. Quando noi mangiamo una parte dell'energia viene utilizzata per i processi delle cellule, mentre una parte viene bruciata in calore. Questo tipo di termogenesi viene definita termogenesi indotta dalla dieta e dipende molto dalla composizione del pasto. Ad esempio un pasto ricco di proteine può far aumentare il metabolismo anche del 20%.

Un'altro tipo di termogenesi viene definita NEAT (Non-exercise activity thermogenesi) ed è quella energia dissipata in calore quando facciamo le attività quotidiane come ad esempio spazzare, camminare, salire le scale, cioè quella parte del metabolismo implicato in tutte le attività spontanee della giornata. Questa parte del metabolismo è quella che più è implicata nella perdita di peso in quanto può anche pesare più di 1000 kcalorie giornaliere e più siamo attivi e più attiviamo questo tipo di metabolismo. La sedentarietà annulla questo metabolismo.

 La maggior parte delle termogenesi sono mediate da diversi ormoni, ma in particolare dagli ormoni tiroidei e da quelli del sistema nervoso centrale simpatico come la norarenalina. Quando ad esempio la tiroide funzionale male anche il processo di termogenesi è più lento e di conseguenza si tende facilmente ad ingrassare o a bloccarsi durante il dimagrimento.

2.  Metabolismo come misurarlo

Purtroppo c'è tanta confusione in questo campo e spesso si assiste anche a professionisti del settore che indicano un metabolismo lento pur non avendolo misurato. Prima di sapere come misurare il metabolismo dobbiamo fare una piccola, ma importante distinzione e cioè la stima del metabolismo e la misura del metabolismo.

 La stima del metabolismo significa che attraverso delle equazioni matematiche viene stimato il metabolismo basale. In questo caso sono equazioni generiche che in base al peso e all'altezza o altri parametri viene stimato il metabolismo della persona. Le equazioni a riguardo sono decine e sono tutte diverse in base alla popolazione che si vuole stimare. Ad esempio per un obeso ci sarà una equazione che sarà diversa da una persona anoressica o malnutrita, mentre un bambino avrà una equazione diversa da un anziano. Il limite di queste equazioni sono l'ampio errore del risultato che viene ottenuto a causa della loro aspecificità. Ad esempio 2 persone che hanno lo stesso peso e la stessa altezza ma uno con una massa muscolare esigua l'altra con un  massa muscolare molto alta, secondo queste equazioni avranno lo stesso metabolismo in quanto andranno a considerare solo il peso e l'altezza, mentre non terranno conto della reale composizione del corpo. Il valore ottenuto sarà uguale, ma in realtà non è così

 Ci sono altre metodiche lievemente più accurate nella stima del metabolismo basale come ad esempio l'impedenziometria, metodica che nella stima del metabolismo tiene conto anche della massa magra. Di solito l'analisi impedenziometrica porta ad un errore dal 10 al 20%. Ciò significa che un valore di 1500 kcal stimato dalla impedenziometria in realtà sarà dalle 1350 kcal alle 1650 kcal se consideriamo il 10% di errore dovuto a questa metodica.

 Ma come si misura realmente il metabolismo?

La metodica che si avvicina alla reale misura del metabolismo basale si chiama calorimetria indiretta. Si tratta di uno strumento che va a misurare i volumi di ossigeno e di anidride carbonica espirata dal paziente e che in base a questi volumi permette di misurare instante per istante il metabolismo della persona. E' un test non invasivo in quanto si effettua nell'arco di 30 minuti con una mascherina o con un casco chiamato canopy.

 Presso il nostro studio è presenta questa sofisticata metodologia.

3. Flessibilità metabolica per sbloccare il metabolismo: il parsimonioso e lo spendaccione

Per sbloccare il metabolismo bisogna prima capire la flessibilità metabolica. 

“La mia amica mangia tantissimo, ma non ingrassa, io invece ingrasso anche con l’aria. Se mangiassi come lei sarei 130 kg! Dottore credetemi, io non mangio molto!”

Due persone con lo stesso peso e altezza, possono rispondere diversamente alle stesse quantità di cibo. Una può rimanere stabile con il peso, mentre l’altra è suscettibile al facile aumento di peso.

Ogni nutrizionista si sente ripetere spesso questa frase ed è necessario da parte di ogni professionista capire le cause di questo facile aumento di peso. La prima cosa da verificare è se il paziente, in buona fede, faccia una alimentazione sbagliata senza accorgersene. Come abbiamo detto nei capitoli precedenti un cibo sano non significa necessariamente dietetico, ma nel momento in cui l’alimentazione del paziente è sotto regime dietetico, allora bisogna spostare la nostra attenzione verso altre variabili.

La facilità con cui alcune persone tendono ad aumentare di peso e sono destinate al sovrappeso è data da una ridotta flessibilità metabolica.

L’organismo in condizioni di digiuno utilizza prevalentemente come fonte di energia i grassi, ad esempio la notte, dove si ha il massimo della trasformazione dei grassi in energia. Durante i pasti questo processo di lipolisi viene inibito e l’organismo sfrutta soprattutto i carboidrati come fonte energetica, ed è più predisposto a depositare grasso.

 In un organismo ben funzionante, il metabolismo è capace di cambiare marcia, in base alla composizione del pasto. Se viene assunto un pasto prevalentemente a base di carboidrati sarà capace di bruciare in modo efficiente i carboidrati, mentre se è un pasto prevalentemente a base di grassi, brucerà più efficientemente i grassi come fonte energetica. Questa caratteristica nel nostro organismo è possibile misurarla con la calorimetria indiretta che misura sia le calorie spese a riposo, cioè il metabolismo basale, sia il quoziente respiratorio. Il quoziente respiratorio è un valore dato dal rapporto tra la quantità di carboidrati e la quantità di grassi bruciati dall’organismo. Nella maggior parte delle persone in condizioni di riposo e a digiuno, sia il metabolismo basale, sia il quoziente respiratorio sono normali (il valore normale del quoziente respiratorio è circa 0,86). La differenza tra un organismo efficiente e uno che tende ad aumentare di peso risiede nella capacità di bruciare i grassi dopo il pasto. Nel metabolismo che manca di flessibilità, il quoziente respiratorio sarà sempre maggiore rispetto al metabolismo flessibile. Inoltre, si è visto in numerosi studi sull’uomo che in base alla tipologia di dieta, un metabolismo flessibile passa facilmente dal bruciare grassi a bruciare carboidrati e viceversa, mentre un metabolismo poco flessibile non ha la capacità di rispondere in modo elastico ai cambiamenti di dieta. Questa condizione si chiama inflessibilità metabolica. Chi tende ad ingrassare non brucerà completamente i grassi, avrà un metabolismo parsimonioso cioè che risparmia facilmente. Chi invece ha una buona flessibilità metabolica, ha un metabolismo spendaccione, perché capace di spendere energia senza particolari difficoltà.

Un’altra aggravante per le persone con metabolismo parsimonioso è il facile adattamento in risposta ad una dieta ipocalorica: il metabolismo si abbassa in misura maggiore rispetto a chi ha un metabolismo rapido, in questo modo è capace di bruciare meno calorie e dunque di dimagrire più lentamente. Inoltre, nel momento in cui riprende l’alimentazione precedente, non riesce a riadattare il metabolismo alle nuove esigenze caloriche, tendendo a bruciare sempre meno rispetto al normale.

Da cosa dipende questa mancanza di flessibilità nel metabolismo parsimonioso?

Numerosi studi individuano il problema nel funzionamento dei mitocondri.

I mitocondri sono dei piccoli organelli presenti all’interno di ogni cellula. La loro funzione è molto importante perché trasformano tutti i nutrienti in energia che serve all’organismo per espletare le sue funzioni necessarie.

Immaginate una centrale idroelettrica. L’acqua passa attraverso una pompa all’interno della centrale che trasforma il flusso di acqua in energia. Nel momento in cui l’acqua in entrata è troppa, la centrale espelle l’acqua in eccesso tramite dei canali esterni, ma se dovesse aumentare ancora di più il flusso, si potrebbero creare degli ingorghi o addirittura potrebbe rompersi il sistema.

Allo stesso modo della centrale idroelettrica, i mitocondri sono le centrali che trasformano i nutrienti in energia. Nel momento in cui il flusso di nutrienti è eccessivo i mitocondri sono capaci di trasformare i nutrienti in eccesso in calore, fino a quando però si ha un ingorgo metabolico e il sistema diventa meno efficiente o addirittura si rompe.

La flessibilità metabolica è data soprattutto dai mitocondri. Se questi non funzionano bene allora succede che si diventa inflessibili cioè incapaci di utilizzare al meglio il cibo che mangiamo.

L’inflessibilità metabolica non è completamente chiara, ma sicuramente intervengono due fattori importanti. Il primo fattore è la genetica. Ogni persona è diversa, ha un codice genetico che ne determina il colore degli occhi, dei capelli, la conformazione del corpo e anche il tipo di metabolismo, parsimonioso o spendaccione. Il secondo fattore è la sedentarietà. La sedentarietà porta i mitocondri ad essere meno efficienti nel bruciare i nutrienti, sia perché il muscolo ha meno mitocondri, sia perché la loro capacità di autorigenerazione e replicazione è minore. Questo è comprensibile in quanto il muscolo non ha bisogno di quantità notevoli di energia in assenza di movimento.

In tutte le condizioni di inflessibilità metabolica è necessario essere più attivi e fare sport.

Due variabili sono da considerare.

 La prima è il movimento quotidiano: fare le pulizie di casa, spazzare, salire le scale, camminare facilitano la spesa energetica e rappresentano quel tipo di metabolismo che si chiama termogenesi facoltativa. La termogenesi facoltativa è quella parte del nostro metabolismo che abbiamo perso col passare delle generazioni, in quanto aspirapolvere, ascensori, automobili, aiuti in casa hanno sostituito il nostro lavoro quotidiano. Ormai non spendiamo più energia!

 L’altra variabile è lo sport. Lo sport non solo ci fa spendere energia, ma grazie alla sua capacità di influenzare la massa magra è capace di ringiovanire il metabolismo. Lo sport aumenta la massa muscolare e dunque aumenta la capacità mitocondriale di produrre energia, il numero di mitocondri, ma soprattutto li rende attivi e capaci di rinnovarsi e replicarsi, al contrario di quello che succede in una persona sedentaria.

4. Come capire se il metabolismo è bloccato o è lento

Non è facile capire se il metabolismo è lento, ma di solito un professionista esperto può individuare la realtà del metabolismo e anche le cause.

 Un metabolismo lento si nota quando c'è una facilità ad aumentare di peso senza che ci sia una motivazione oggettiva rispetto a quello che si mangia, quando c'è una situazione in cui ci si mette a dieta l'ago della bilancia non scende oppure scende con molto lentezza oppure quando si perdono i primi chili e poi si blocca la perdita di peso.

 Le cause sono svariate e spesso sono da ritrovarsi in fattori ormonali oppure farmacologici. Ci sono anche situazioni genetiche di un metabolismo lento e in questi casi una analisi del gene FTO e dei geni imputati al metabolismo dei grassi e degli zuccheri può sciogliere il dubbio.

 Il metabolismo lento interviene anche ad un certo punto della vita. Prima si bruciava tantissimo e si poteva mangiare tanto senza stare attenti poi ad un certo punto qualcosa cambia che non permette di bruciare con la velocità con cui si bruciava prima. Le cause spesso sono alcune malattie che vanno ad intaccare la massa magra come tumori e chemioterapie oppure pregresse anoressie, oppure la menopausa e l'invecchiamento che a causa della loro natura determina una diminuzione del metabolismo dei grassi e degli zuccheri e una diminuzione della massa magra.

5.  Dieta per sbloccare il metabolismo lento e per risvegliare il metabolismo

Per sbloccare e risvegliare il metabolismo per prima cosa devi capire se effettiva la cause del tuo problema di peso è un problema relativo all'alimentazione oppure un reale metabolismo inefficiente. Ci sono infatti delle persone che per svariati motivi non riescono a bruciare in modo efficiente tutto quello che assumono attraverso l'alimentazione e dunque tendono a mettere peso molto facilmente. In particolare devi capire se il tuo problema ponderale è dovuto al metabolismo poco efficiente. Ad esempio una tiroide lenta oppure una insulinoresistenza portano ad avere un metabolismo che tende a bruciare più lentamente del solito. In questi casi attuare una dieta ipoglucidica o con una lieve quantità di proteine in più determina una scossa alla perdita di peso. Nei casi più problematici diete fortemente ipoglucidiche o chetogene possono risolvere il problema. Sono diete che naturalmente vanno fatte sotto controllo specialistico in quanto poco maneggevoli e con alcuni effetti collaterali.

 Altre cause possono di un metabolismo lento possono essere l'assunzione di farmaci come ansiolitici o antidepressivi oppure antipertensivi come i betabloccanti che vanno ad agire sui processi lipolitici, cioè tutti quei processi che permettono di bruciare il grasso in eccesso. In questi casi una dieta termogenica può essere risolutiva.

 Altri farmaci che vanno ad inficiare sul metabolismo sono i cortisonici e vanno ad agire sulla ritenzione idrica e sul metabolismo degli zuccheri. In questi casi una dieta ipoglucidica può essere risolutiva. In questi casi è importante anche depurare il fegato.

 Nonostante ciò come diceva Einstein: “non puoi ottenere un risultato diverso se fai sempre le stesse cose.” Vale anche per il metabolismo. ci hai mai pensato?

 Il metabolismo tende ad adattarsi facilmente alle diete per dimagrire.

 Questo meccanismo è un normale processo fisiologico del nostro organismo per preservare la nostra vita.

 Se hai un peso che si blocca facilmente ad ogni cambio di dieta probabilmente il tuo metabolismo soffre di un adattamento precoce. le cause di questo processo possono essere genetiche. spesso fare numerosi cicli di dimagrimento nella vita non aiuta a rendere efficiente il tuo metabolismo

 Come dare dunque una scossa al tuo metabolismo?

 - La prima strategia e’ quella di modificare il pranzo: se ad esempio se di solito mangi un primo a pranzo e un secondo a cena, potresti iniziare a cambiare iniziando ad inserire a pranzo un  piccolo secondo, oppure un pasto completo come pasta e uovo o pasta con pesce o con carne tritata o con ricotta oppure di mangiare  a giorni alterni il primo al secondo.

 - La seconda strategia è quella di invertire completamente i pasti che di solito fai.

 Se ad esempio mangi il primo a pranzo e il secondo a cena prova ad invertire completamente questa disposizione. mangia il primo a cena ed il secondo a pranzo

 - La terza strategia e’ non assumere sempre le stesse calorie.

 Ogni 2 o 3 giorni devi aumentare le calorie cioe’ le porzioni che mangi e poi ritornare a diminuire le porzioni. Applicando uno di questi metodi vedrai che sicuramente inizierai a sbloccarti.

 In definitiva esistono delle strategie per sbloccare il metabolismo? Si! non essere monotoni, variare molto la propria alimentazione.

come sbloccare il metabolismo

 E se non bastasse? Esistono altri approcci specifici per sbloccare il metabolismo, in particolare te ne segnalo due molto efficaci:

1- Il digiuno intermittente e la dieta mima digiuno

2- La dieta chetogena VLKCD

 

Esempio di dieta chetogenica per sbloccare il metabolismo

Esempio di dieta chetogenica per sbloccare il metabolismo

 Un’analisi del metabolismo completa con una calorimetria indiretta e la valutazione della massa magra ti daranno’ informazioni più complete per identificare il tuo problema.

 

Leggi anche:

Come aumentare il metabolismo basale basso

10 colazioni dietetiche che accelerano il metabolismo e fanno perdere peso

6. Sport per sbloccare il metabolismo

Per dimagrire e supportare lo sblocco metabolico è importante che ci sia un bilancio energetico negativo e per questo lo sport per sbloccare il metabolismo è molto importante. Ciò significa che se mangiamo meno di quello che spendiamo avremo sicuramente una perdita di peso. Tuttavia, le persone possono rispondere in modo molto diverso ad ogni tipologia di dieta, sia dal punto di vista della velocità, sia dal punto di vista della qualità della perdita di peso. L’attività fisica in questo contesto aiuta a ottimizzare la perdita di peso.

Esistono diverse tipologie di attività fisica, ma sostanzialmente due sono le fondamentali: l’attività aerobica a bassa e media intensità e l’attività fisica anaerobica ad alta intensità. L’intensità di un esercizio fisico influisce sulla produzione di acido lattico nel nostro organismo. Un esercizio aerobico di bassa e media intensità è una attività fisica senza produzione di acido lattico, cioè un’attività che impegna in modo moderato il sistema cardiocircolatorio e dunque permette uno sforzo protratto nel tempo, come ad esempio il nuoto, la corsa, la cyclette ecc.

Durante lo sforzo aerobico il nostro corpo utilizza sempre ossigeno per produrre energia e vengono utilizzati come fonte di energia in prevalenza i grassi. Se l’intensità dello sforzo aumenta oltre una certa soglia definita soglia anaerobica, accade che l’organismo non riesce a produrre energia solo con la via dell’ossigeno, ma produrrà energia anche tramite la scissione del glucosio (glicolisi) in assenza di ossigeno (attività anaerobica), producendo acido lattico. In questa condizione l’attività fisica si chiama anaerobica e diventa ad alta intensità (HIT-high intensity training).

Nella pratica il modo migliore per misurare la soglia anaerobica è quella di misurare la frequenza cardiaca. Un valore che supera l’85% della frequenza massima che può raggiungere un individuo è una frequenza corrispondente alla soglia anaerobica. Per stimare con un certo margine di errore la frequenza massima, basta sottrarre l’età a 220. Dunque, una persona di 40 anni avrà una frequenza massima di 220-40 cioè 180 battiti al minuto (bpm). Se vogliamo conoscere la sua soglia anaerobica dobbiamo calcolare l’85% di 180 bpm cioè 153 bpm. In questo caso se la persona si mantiene poco al di sotto di 153 bpm allora si troverà a fare un esercizio aerobico.

La camminata o la corsa a media o bassa intensità essendo esercizi aerobici bruceranno per il 60-80% grassi e per il resto carboidrati. Questo è il motivo per cui viene indicata l’attività fisica aerobica per dimagrire, proprio perché c’è un alto consumo di grassi, oltre che a bruciare calorie. Purtroppo, bisogna sapere anche che per avere una perdita di una buona quantità di grassi ed energia bisogna aumentare molto il volume di allenamento, cioè il tempo trascorso a fare attività fisica. Ad esempio, la corsa (oltre i 6 km/h) ha un dispendio energetico di 1 kcal per kg di peso corporeo per km effettuato. Pertanto, una persona di 80 kg che percorre 5 km avrà speso circa 400 kcal di cui l’80 % sarà di grasso che corrispondono a 36 g di grasso (ogni grammo di grasso sono circa 9 kcal). Diciamo che fare 5 km per perdere solo 36 gr di grasso non è proprio incoraggiante! Ecco perché ci vuole tempo per dimagrire con la sola attività aerobica. Da un lato è sicuramente importante per migliorare la velocità e la qualità del dimagrimento, in quanto si spendono sia calorie che grassi, dall’altro ci vuole pazienza, ancor più se si fa una camminata veloce e non la corsa. Tra l’altro se non si è attenti con l’alimentazione 400 kcal è possibile recuperarle facilmente con un buon piatto di pasta!

In un contesto di inflessibilità metabolica bisogna stimolare i processi di produzione di nuovi mitocondri e la loro efficienza. Innanzitutto, fare esercizi di tonificazione e di ipertrofia aiuta a mettere massa muscolare. Questo surplus di massa muscolare offrirà una maggiore quantità di mitocondri a tutto l’organismo, rendendolo più efficiente dal punto di visto del dimagrimento. Sport come il pilates o carichi di pesi progressivi sono ottimi per la tonificazione.

Oltre a questi esercizi, per migliorare la flessibilità metabolica è importante mettere in crisi il sistema energetico. Mettere in crisi il sistema significa stimolare l’organismo ad utilizzare in modo più efficiente i mitocondri. Numerosi studi indicano che, per dimagrire, gli esercizi ad alta intensità possono essere anche più efficaci delle attività aerobiche in quanto super-attivano il metabolismo energetico. Negli esercizi ad alta intensità c’è uno sforzo ad alta intensità, intervallato da un periodo di riposo attivo o passivo. Ad esempio, invece di correre in modo aerobico per 5 km si possono fare degli scatti di velocità alla massima intensità, intervallati da un periodo di recupero a riposo (recupero passivo) oppure da periodi di camminata (recupero attivo).

Naturalmente se sei stato sempre una persona sedentaria non potrai pensare di fare subito esercizi ad alta intensità, ma dovrai iniziare con attività aerobiche che migliorano l’efficienza del sistema cardio-circolatorio e poi iniziare con gli esercizi ad alta intensità.

In definitiva per dimagrire è sempre meglio fare allenamenti misti in cui vengono attivati sia il sistema aerobico sia il sistema anaerobico. Inoltre, è necessario che non venga fatto sempre lo stesso sport, ma bisogna diversificare. Il motivo sta nell’economia del gesto atletico. Nel momento in cui facciamo sempre lo stesso esercizio, l’organismo sarà sempre più allenato e spenderà meno calorie con lo stesso esercizio. Variare in questo caso è molto importante.

 

Guarda i video sul metabolismo:

 

Approfondimenti scientifici:

Clin Nutr. 2021 Jan;40(1):4-14.

Indirect calorimetry: The 6 main issues

Najate Achamrah 1Marta Delsoglio 2Elisabeth De Waele 3Mette M Berger 4Claude Pichard 2
 

 

 

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Tags: Diete, Diete chetogene, Dimagrire, Metabolismo, Insulinoresistenza e dieta, Ovaio policistico e dieta

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