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Ovaio policistico, iperinsulinemia, insulinoresistenza e dieta

Ultimamente ti capita di avere irregolarità del ciclo oppure forti dolori premestruali oppure è un po’ di tempo che cerchi di avere un bambino senza risultati. Ti rechi dal ginecologo che ti diagnostica un ovaio policistico.

Insieme alla cura per l’ovaio policistico ti consiglia di migliorare lo stile alimentare a causa delle forti correlazioni tra l’ovaio policistico,  la dieta e il sovrappeso e il metabolismo dell’insulina.

L’ovaio policistico infatti è tra le più comuni cause di infertilità fra le donne e di aborti spontanei nel primo trimestre di gravidanza e studi recenti indicano anche una associazione diretta con ipertensione gravidica e gestosi.

1. Come viene l’ovaio policistico

L’ovaio policistico è caratterizzata da disfunzione ovarica e disordini mestruali associati spesso ad iperandrogenismo, irsutismo e presenza ecografica di cisti ovariche. 

La diagnosi viene posta in base ai criteri di Rotterdam (2003):

“La PCOS è una patologia nella quale vengono soddisfatti almeno due dei seguenti criteri:

  • Oligomenorrea e/o anovulazione
  • Segni clinici e/o biochimici di iperandrogenismo
  • Ecostruttura policistica dell'ovaio”

I disturbi endocrinologici più frequenti comprendono:

irregolarità mestruali (80%) (oligomenorrea, amenorrea, metrorragie, infertilità); iperandrogenismo (60%)(irsutismo, acne, alopecia); obesità (50%)con segni di insulinoresitenza.

2. Ovaio policistico iperinsulinemia e insulinoresistenza

Tra le cause metaboliche dell'ovaio policistico,  l’insulinoresistenza e iperinsulinemia svolge un ruolo chiave. 

L’insulina è un ormone proteico secreto dal pancreas con funzioni soprattutto anaboliche cioè permette di far assimilare i nutrienti assunti attraverso l’alimentazione. Grazie all’insulina il corpo permette di regolare la glicemia. Quando ne produciamo molta, a seguito di uno stato di sovrappeso e obesità l’organismo mette in atto strategie di difesa in cui i tessuti prendono solo la quantità di ormone che interessa mentre il resto lo rilasciano liberamente nell’organismo con una conseguente iperinsulinemia compensatoria. Questa situazione di difesa viene definita insulinoresistenza. Gli organi più colpiti da questa sindrome sono il muscolo scheletrico, il fegato, il tessuto adiposo, l’ovaio e l’utero.

L’obesità esacerba i sintomi clinici e ormonali legati all’ovaio policistico, e viceversa l’ovaio policistico aumenta il rischio di obesità (addominale). Il cambiamento dello stile di vita permette di prevenire l'aumento di peso e controllare l'insulinoresistenza

La cura dell’insulinoresistenza porta in un’alta percentuale dei casi alla risoluzione dell'ovaio policistico e conseguente aumento della fertilità, diminuzione dei disordini mestruali e degli aborti precoci.

3. L’ovaio policistico non fa dimagrire?

Spesso chi soffre di ovaio policistico ha una forte difficoltà a dimagrire o un rapido aumento di peso

La strategia più efficace per curare l’insulinoresistenza è la modifica della dieta e dello stile di vita. Un’ attività fisica mista, di tipo aerobico e anaerobico permette di migliorare la sensibilità insulinica di muscoli e fegato determinando un netto miglioramento della sintomatologia.

Spesso nelle prime fasi di un percorso dietetico la perdita di peso è molto lenta a causa del forte squilibrio del metabolismo degli zuccheri e della forte infiammazione causata dalla resistenza insulinica. È  importante dunque nelle prime fasi dare una scossa all’organismo affinché l’insulina scenda in modo efficace. Per far ciò bisogna intervenire  in acuto nelle prime fasi con diete speciali che permettano di migliorare il quadro clinico, tramite una dieta  low carb e antinfiammatoria Tali approcci permettono di  sollevare l’organismo dal pesante macigno della resistenza insulinica.

Una volta equilibrato il quadro clinico è possibile seguire una dieta mediterranea per stabilizzare i progressi.

4. Ovaio policistico alimentazione consigliata e come dimagrire

Il miglioramento dell'insulinoresistenza e della funzione riproduttiva può essere ottenuto attraverso un programma dietetico volto a dimagrire o mantenere il peso corporeo. Tale dieta deve prevedere una limitazione nel consumo di zuccheri e carboidrati preferendo quelli con minore indice glicemico, una colazione più calorica rispetto ad altri pasti, aumento del consumo di pesce per un maggior apporto di omega3.

Pertanto le caratteristiche dell’alimentazione devono essere:

Regime ipocalorico o normocalorico

Dieta a basso contenuto di carboidrati, con attenzione all'indice e al carico glicemico

Adeguato apporto proteico possibilmente ad ogni pasto

Adeguato apporto di grassi preferendo quelli omega3

Dieta antinfiammatoria

In caso di obesità e sovrappeso l’alimentazione deve essere strutturata per dimagrire e dunque ipocalorica

La prima cosa per far diminuire l'insulina è fare una dieta a basso carico di carboidrati. L'insulina infatti è direttamente proporzionale ai carboidrati del pasto. Questo significa che ad ogni pasto non devi assumere più di 60-80 gr di carboidrati in base al tuo peso corporeo. 

Cerca di mangiare prodotti che abbiano un indice glicemico basso come legumi, pasta integrale al dante, farro, orzo facendo attenzione al colon irritabile. Il riso avendo un alto indice glicemico andrebbe sempre assunto con verdure insieme ad un piccolo secondo.

Diminuisci il latte e derivati che avendo un alto indice insulinemico stimolano eccessivamente l'insulina.

Le proteine sono importanti e devono essere comprese ad ogni pasto così da diminuire l’indice glicemico e dare un maggiore senso di sazietà.

Sono di fondamentale importanza gli abbinamenti fatti tra gli alimenti e le quantità di carboidrati per pasto

La dieta deve essere anche antinfiammatoria. Ci deve essere dunque un corretto bilancio tra omega6/omega3. Il rapporto ideale sarebbe di 1/3 parte di omega 3 e 2/3  di omega 6. La popolazione occidentale ha un rapporto di 1:10 o 1:15.

E’ più efficace diminuire gli omega6 piuttosto che insistere ad aumentare gli omega3 anche attraverso integratori spesso anche dannosi.

Gli Omega 3 si trovano nelle alghe, pesce di mare (soprattutto da oceani freddi); olio di semi di lino

Gli Omega 6 si trovano negli oli vegetali (mais, girasole, colza, soia, riso…) di cui la nostra alimentazione occidentale ne è ricchissima a cause del cibo spazzatura, nella frutta secca negli animali di allevamento intensivo

Il rapporto tra omega3 e omega6 è fondamentale per la produzione di eicosanoidi molecole  con la funzione di: correggere l’eccesso di grassi nel sangue, ad azione antinfiammatoria Si possono utilizzare anche alimenti con presenza di sostanze antinfiammatorie come: zenzero, curcuma, cannella, erbe aromatiche, liquirizia, menta, tè verde, frutti di bosco...

5. Esempio di dieta per l’ovaio policistico

Colazione a base di yogurt greco con muesli o mandorle o noci sgusciate, oppure una premuta di arancia con massimo 4 biscotti secchi.

Pranzo completo costituito da 60 gr di pasta con tonno oppure con ricotta o con uovo o 50 gr i pasta con 50 grammi di legumi. Puoi anche mangiare un primo da 60-80 gr di pasta e 150 gr di carne bianca

Cena va benissimo un secondo con contorno ed un frutto

 

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Tags: Diete, Dimagrire, Metabolismo, Ciclo mestruale, Insulinoresistenza e dieta, Ovaio policistico e dieta

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